lunedì 12 aprile 2010

Abbiamo già visto tutto

"Maestro, quanti sogni avventurosi sognammo sulle trame dei tuoi libri! La terra il mare il cielo l'universo per te, con te, poeta dei prodigi, varcammo in sogno oltre la scienza. Pace al tuo grande spirito disperso, tu che illudesti molti giorni grigi della nostra pensosa adolescenza."
Gozzano, "In morte di Giulio Verne"

Abbiamo un grande debito nei confronti della generazione degli anni '70, e per una volta non si parla di musica: penso siano gli ultimi ad aver conosciuto la grande narrativa d'avventura.
Oggi ci bulliamo di aver letto l'ultimo libro del solito criptico indiecervellone di origini oltremodomulticulturaletniche. Ci stiamo perdendo un pò di romanticismo letterario, impegnati a razzolare nelle pianure siberiane su Google Earth.
Ci perdiamo la morte rituale del protagonista che si immerge nelle acque, arriva fino al centro della terra o parte verso la Luna su un catino a razzo.
E il 90% della popolazione mondiale non ha mai lasciato il proprio stato. Amarezza.


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